venerdì 6 giugno 2008

L'onda della filosofia umanista ci sommergerà

Il bisogno di restituire dignità all'Uomo ponendolo al centro delle organizzazioni sta finalmente diffondendosi a macchia d'olio. Siamo alle soglie di una rivoluzione silenziosa e pacifica, che qualcuno ha già definito nuovo Rinascimento.

Il lavoro visto come piena realizzazione di sè e fonte di benessere, in una comunità dove si possa contribuire creativamente ad un progetto condiviso in un contesto ricco di valori e con finalità che vadano oltre le logiche di profitto: questo è in sintesi quello di cui le imprese si occuperanno domani e di cui già oggi si sente il profumo nell'aria, grazie al lavoro pioneristico di alcuni imprenditori.

Probabilmente qualcuno di voi starà sorridendo ironicamente, ma io ho ricevuto segnali molto concreti di un cambiamento in atto e se non ci credete, aggiungerò, per i più scettici, cinque testimonianze su questo cambiamento, cinque link molto significativi (ma potrete trovarne altri in rete, anche se non altrettanto accattivanti) ad altrettanti siti in cui troverete molte riflessioni e suggestioni al riguardo.

Buona navigazione e buon vento a tutti!

1 commento:

Anonimo ha detto...

... i giovani stanno già viaggiando verso un Nuovo Rinascimento.

“Mi chiedo a questo punto cosa sia il mondo, se non la conseguenza e la proiezione di un sogno, di un disegno ideale, di una visione concepita nel nostro intimo. Non un limite, davanti a me, oggettivamente insormontabile, ma lo scenario in cui l’ideale progressivamente si incarna, per me la Musica, ma per chiunque altro il progetto realizzato della propria aspirazione, la massima espressione della propria natura. Un Nuovo Rinascimento è alle porte. Proprio in un’epoca buia, fatta di meccanismi inceppati, di sistemi saturi e non più sicuri, siamo costretti a tornare alla sorgente del nostro agire: la spinta ideale, il sogno, la visione, per prendere di nuovo in mano le redini del nostro destino, metterci in gioco e vedere il disegno realizzarsi, qualunque esso sia, poco per volta.
L’esistenza di trasforma in un’avventura e ciò che si costruisce cresce, anche se di un solo millimetro all’anno. Tornano a far parte di noi l’entusiasmo, l’ebbrezza della sfida agli impedimenti reali, la relatività della ricchezza materiale e la scoperta del genio, un concetto che sembrava relegato a un passato remoto. A intuire tutto ciò in maniera forse inconsapevole, ma per questo autentica, sono le nuove generazioni. I ragazzi, soprattutto europei, oggi vivono il crollo della società dell’immagine, sperimentando sulla propria pelle tutta l’inconsistenza del suo abbaglio e ritrovandosi ingolfati in un mondo vecchio e saturo ricominciano a desiderare di volare alto, di incontrarsi senza barriere o filtri, di esprimere il proprio universo emotivo e creativo da contrapporre alla desolazione esterna. Basta saperli ascoltare, facendo tesoro dell’ingenuo candore non ancora minacciato dall’inevitabile disincanto dell’età adulta, per fare un bagno nella loro smisurata creatività, nell’ingegno poetico dei loro pensieri, nella voglia di una vita autentica all’insegna dell’unica verità: l’emozione. Le nuove generazioni trascineranno il mondo verso un Nuovo Rinascimento.”


Da “ La musica in testa” di Giovanni Allevi.