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giovedì 11 giugno 2009

Se Gesù fosse nato ieri, farebbe il Manager?


Da un articolo del Corriere del febbraio 2008:

Le qualità del capo ideale? Carisma, capacità di motivazione, fiducia nel team. E un mix di umiltà e fermezza, unite a una certa visione del futuro. Un po' come Gesù, insomma, che secondo un terzo degli impiegati italiani, è il modello ideale di capo anche sul lavoro.
Meglio di condottieri, leader politici e militari, che, da John Fitzgerald Kennedy a Napoleone, da Giulio Cesare a Garibaldi, cedono il passo nella top ten dei leader storici. Al secondo posto il profeta della non violenza Gandhi, che batte il rivoluzionario Che Guevara. E' quanto emerge da un'indagine condotta da Accor Services, società che si occupa di soluzioni innovative per coniugare benessere e produttività in azienda (dai famosi Ticket Restaurant ai Compliments fino al maggiordomo in ufficio) nell'ambito di un'iniziativa chiamata ''Il segreto del successo'', che ha coinvolto oltre 20.000 dipendenti italiani, maschi e femmine, appartenenti a settori aziendali differenti, per eleggere il capo ideale. A sorpresa, Gesù ha letteralmente sbaragliato gli avversari, raccogliendo ben il 35% delle preferenze (in pratica una su tre) e distaccando notevolmente il secondo posto di Gandhi, fermo al 22,2%, e il terzo di Che Guevara (9,1%). Insomma tre diversi tipi di rivoluzionari guidano la classifica dei leader più amati. Insomma, anche in ufficio Gesù è senza dubbio il capo ideale. Curiosamente, nella classifica stilata da Accor Services non figura nessun guru dell'economia o del mondo delle imprese, e scarseggiano anche i leader politici veri e propri. […]

Ho ritrovato lo stralcio di questo articolo tra alcune vecchie cartacce che albergano sulla mia scrivania e non ho potuto fare a meno di ripensare a un’immagine evangelica che mi è particolarmente cara (nonchè, credetemi, fonte di quasi quotidiana ispirazione professionale): il Cristo inginocchiato al cospetto degli apostoli, intento a lavare loro i piedi. Che immagine forte e bellissima, vero?

Provengo da una famiglia dichiaratamente laica, e in alcuni casi anche apertamente anti-clericale, eppure sin da piccola ho sentito un’intensa attrazione per la figura di Gesù in quanto figura storica reale e uomo straordinariamente moderno. Quel suo gesto allora, seguendone un’interpretazione non condizionata dalla fede, appare ancora più rivoluzionario e potente: Dio certo è capace di gesti infinitamente generosi e amorevoli, ma per un uomo, quanto può essere costato piegarsi al servizio dei propri servitori? In questo senso l’atto caritatevole di Gesù diventa un messaggio ancora più incisivo nei confronti della modernità e impone a chiunque è chiamato oggi a guidare altri uomini (e donne, naturalmente…) a ‘sacrificarsi’ (nel senso etimologico del termine di ‘fare sacro’) e agire unicamente per il bene loro, con umiltà e spirito di giustizia. Ma quanti di noi Managers operano davvero seguendo l’esempio cristiano? Quanto ci metteremo ancora a capire che la nostra autorità non verrà sminuita servendo, ma al contrario ne sarà accresciuta? Ed è solo una questione di autorevolezza…oppure è il Potere ciò cui relamente aspiriamo dietro al paravento di mille buone intenzioni?

Per par condicio, concludo con una bella didascalia all’immagine sopra riportata, tratta da un libro di un autorevolissimo esponente della Chiesa. I presupposti sono diversi dai miei, ma restano identiche, nella sostanza, le conclusioni.

“Il gesto di Gesù è un gesto rivelatore che ci dice non soltanto ciò che Gesù ha fatto, ma ciò che Dio è. E qui ci troviamo davanti ad un mistero paradossale: Gesù manifesta Dio ‘come’ a servizio dell’Uomo. Ma se Dio è ciò che egli ci manifesta di sè in quanto si pone al nostro servizio e se il Logos, che è la ragione ultima di tutte le cose, si manifesta come chi è a totale disposizione nostra, allora ci viene anche rivelato il senso ultimo della nostra esistenza, che è la nostra totale disponibilità agli altri”
Carlo Maria Martini, Il Vangelo secondo Giovanni, Roma (Borla), 212

Su questo tema, che mi sembra attualissimo in un momento in cui la situazione economica e il mercato del lavoro stanno mettendo molti lavoratori in difficoltà, vorrei che tutti i lettori, che si occupano come me di persone nei contesti aziendali, si impegnassero in una sincera riflessione e si ponessero di fronte a questo esempio evangelico in un sereno atteggiamento di autovalutazione.

Chi vuole, è ovviamente più che benvenuto a condividere qui i suoi pensieri…

martedì 17 marzo 2009

Quando il lavoro è (soprattutto) passione per le persone


Dalle fertili menti di People Designers è nato un servizio di ricerca e selezione personale che rivoluziona il modo in cui i candidati e le aziende si affacceranno al mercato.

Peoplexpress è uno strumento di selezione permanente, un servizio in abbonamento per le aziende, che, in aggiunta a quello più standard di valutazione e selezione del personale 'a richiesta', potranno usufruire ora di un bacino costantemente aggiornato di canditati già preselezionati e disponibili, a costi equi e sostenibili. Per i candidati, invece, rappresenta un mezzo per acquisire visibilità in modo qualificato, con la certezza di poter in ogni momento consentire ai selettori l’accesso alle informazioni più recenti e restare in pole position (con una normale operazione di ‘refresh’). Il data base, infatti, è gestito da professionisti determinati a trovare il lavoro giusto alla persona giusta nell’azienda migliore per lei - e non è dunque un anonimo calderone di curricula incompleti, confusi, imprecisi e spesso obsoleti. Nella sostanza, Peoplexpress è quindi principalmente un servizio con un forte contenuto etico, che a mio avviso proprio per questo si appresta a segnare il passo alle future generazioni di consulenti.

A questo punto, mi preme precisare che non ho presentato qui questo servizio per motivi di lucro personali (il mio profitto è infatti pari a 0, 00 Euro), ma perché credo fermamente nella filosofia di fondo delle persone, amici ormai, che lavorano in People Designers. La loro idea nasce da anni di esperienza nel campo della selezione e della formazione e soprattutto dal sincero desiderio di offrire non solo qualcosa di diverso ed innovativo, ma anche un modo concreto di aiutare imprese (anche piccole e con piccoli budget) e persone in cerca di impiego ad incontrarsi per un duraturo e reciproco beneficio.

In chiusura, vorrei fare un appello a tutti i managers che si occupano come me di recruitment all’interno delle aziende, affinchè riflettano sul valore di una selezione condotta su base permanente: cercare qualcuno per una sostituzione, o quando ‘proprio non ne possiamo fare a meno’ non è un buon fondamento su cui costruire il futuro di una squadra e tanto meno di un’intera organizzazione! Lo è invece esplorare costantemente il territorio alla ricerca di un particolare talento, meglio ancora, alla ricerca di una ‘bella persona’, con la mente aperta e ricettiva, che si possa innamorare di un ‘bel progetto’- questo naturalmente a patto che ce ne sia uno da offrire…ma questa è tutta un’altra storia e potremo parlarne più avanti – piena di curiosità e voglia di imparare cose nuove. Forse non saremo in grado di assumerla immediatamente, però intanto la inseriamo in una sorta di ‘wish list’, ci avviamo un dialogo magari e, quando i tempi sono maturi, abbiamo finalmente la serenità necessaria ad affrontare la selezione definitiva non di un candidato accettabile, ma proprio di quello ‘giusto’. Perché accontentarsi di meno?

Per approfondimenti: www.peoplexpress.net